Chapter 892 of 914

Epistola Xiii A Cangrande Della Scala

Epistola Xiii A Cangrande Della Scala

EPISTOLA XIII A CANGRANDE DELLA SCALA

Risalente agli anni tra il 1315 e 1317, questa epistola è l’ultima e la più rilevante delle sole tredici epistole dantesche attualmente conservate; essa contiene la dedica del Paradiso al signore di Verona, nonché importanti indicazioni per la lettura della Commedia: il soggetto (la condizione delle anime dopo la morte), la pluralità dei sensi, il titolo (che deriva dal fatto che inizia in modo aspro e triste e si conclude con il lieto fine), la finalità dell’opera che non è solo speculativa, ma pratica poiché mira a rimuovere i viventi dallo stato di miseria per portarli alla felicità.

La datazione, non certa, è evinta da segnali interni all’epistola: così si è stabilito che il termine post quem è il 1316, data di inizio della stesura del Paradiso, il termine ante quem è invece il 1320, data della sconfitta di Cangrande (nell’epistola definito “victorioso”) a Padova. Problematica e non ancora del tutto risolta è la questione dell’attribuzione dell’epistola a Dante: essa scaturisce soprattutto da un grande divario tra lo stile dei primi tredici capitoli e quello dei successivi; così, la prima parte dell’Epistola XIII è quasi unanimemente attribuita a Dante, mentre la seconda è ancora fonte di accese dispute. Sulla base dello studio di indizi e del confronto con altri passi dell’opera dantesca, alcuni critici, come Bruno Nardi, negano l’autenticità, mentre altri, come Giorgio Padoan ed Enzo Cecchini, la confermano.

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