Chapter 393 of 914

CXLVII La Vec[c]hia

CXLVII La Vec[c]hia

CXLVII La Vec[c]hia

“Per tutto ‘l mondo i’ era ricordata,

Com’io t’ò detto, de la mia bieltate,

E molte zuffe ne fur cominciate,

E molta gente alcun’ora piagata;

Ché que’ che mi crede’ aver più legata,

Assà’ mostrav’i’ più di duritate:

Le mie promesse gli venian fallate,

C[h]’altre persone m’avieno inarrata.

Per molte volte m’era l’uscio rotto

E tentennato, quand’io mi dormia;

Ma già per ciò io non facea lor motto,

Perciò ched i’ avea altra compagnia,

A cui intender facea che ‘l su’ disdotto

Mi piacea più che null’altro che·ssia.

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