Chapter 354 of 914

CVIII Falsembiante

CVIII Falsembiante

CVIII Falsembiante

“Ma quand’i’ truovo un ben ricco usuraio

Infermo, vo’l sovente a vicitare,

Chéd i’ ne credo danari aportare

Non con giomelle, anzi a colmo staio.

E quando posso, e’ non riman danaio

A·ssua famiglia onde possa ingrassare;

Quand’egli è morto, il convio a sotter[r]are,

Po’ torno e sto più ad agio che gen[n]aio.

E sed i’ sono da nessun biasmato

Perch’io il pover lascio e ‘l ric[c]o stringo,

Intender fo che ‘l ricco à più peccato,

E perciò sì ‘l conforto e sì ‘l consiglio,

Insin ch’e’ d’ogne ben s’è spodestato,

E dato a me, che ‘n paradiso il pingo.

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