Chapter 496 of 914

XV - Ben aggia l’amoroso e dolce core

XV - Ben aggia l’amoroso e dolce core

XV - Ben aggia l’amoroso e dolce core

Rime della Vita Nuova

RISPOSTA D’ANONIMO ALLA CANZONE XIV IN NOME DELLE DONNE E DELLA CANZONE

 

Ben aggia l’amoroso e dolce core

che vol noi donne di tanto servire,

che sua dolze ragion ne face audire,

la quale è piena di piacer piangente;

5  che ben è stato bon conoscidore,

 

poi quella dov’è fermo lo disire

nostro per donna volerla seguire,

perchè di noi ciascuna fa saccente,

ha conosciuta sì perfettamente

10  e ‘nclinatosi a lei col core umile;

 

sì che di noi catuna il dritto istile

terrà, pregando ognora dolzemente

lei cui s’è dato, quando fia con noi,

ch’abbia merzé di lui co gli atti suoi.

15  Ahi Deo, com’have avanzato ‘l su’ detto

 

partendolo da noi in alta sede!

e com’have ‘n sua laude dolce fede,

che ben ha cominzato e meglio prende!

Torto seria tal omo esser distretto

20  o malmenato di quella al cui pede

 

istà inclino, e sì perfetto crede,

dicendo sì pietoso, e non contende,

ma dolci motti parla, sì ch’accende

li cori d’amor tutti e dolci face;

25  sì che di noi nessuna donna tace,

 

ma prega Amor che quella a cui s’arrende

sia a lui umiliata in tutti lati

dov’udirà li suoi sospir gittati.

Per la vertù che parla, dritto ostelo

30  conoscer può ciascun ch’è di piacere,

 

ché ‘n tutto vol quella laude compiere

c’ha cominzata per sua cortesia;

ch’unqua vista né voce sott’un velo

sì vertudiosa come ‘l suo cherere

35  non fu ned è, per che de’ om tenere

 

per nobil cosa ciò che dir disia:

ché conosciuta egli ha la dritta via,

sì che le sue parole son compiute.

Noi donne sem di ciò in accordo essute,

40  che di piacer la nostra donna tria;

 

e sì l’avem per tale innamorato,

ch’Amor preghiam per lui in ciascun lato.

Audite ancor quant’è di pregio e vale:

che ‘n far parlare Amor sì s’assicura

45  che conti la bieltà ben a drittura

 

da lei dove ‘l su’ cor vol che si fova.

Ben se porta com’om naturale,

nel sommo ben disia ed ha sua cura,

né in altra vista crede né in pintura,

50  né non attende né vento né plova;

 

per che faria gran ben sua donna, po’ v’ha

tanta di fé, guardare a li suoi stati;

poi ched egli è infra gl’innamorati

quel che ‘n perfetto amor passa, e più gio’ v’ha;

55  noi donne il metteremmo in paradiso,

 

udendol dir di lui c’ha lui conquiso.

- Io anderò, né son già miga in bando;

in tale guisa sono accompagnata,

che sì mi sento bene assicurata,

60  ch’i’ spero andare e redir tutta sana.

 

Son certa ben di non irmi isviando,

ma in molti luoghi sarò arrestata:

pregherolli di quel che m’hai pregata,

fin ched i’ giugnerò a la fontana

65  d’insegnamento, tua donna sovrana.

 

Non so s’io mi starò semmana o mese,

o se le vie mi sarannno contese:

girò al tu’ piacer presso e lontana;

ma d’esservi già giunta io amerei,

70  perché ad Amor ti raccomanderei .-

Per l’indice, clicca qui

↑ Back to top

↑