Chapter 835 of 914

IV. Di Giovanni del Virgilio

IV. Di Giovanni del Virgilio

IV. Di Giovanni del Virgilio

Il Teologo DANTE, il non ignaro

Di domma alcuno, cui Filosofia

L’almo petto dischiuda, e le sia caro;

Ei gloria delle Muse, e che ognor fia

5  Autor vulgare al popolo gradito,

Qui giace, e in ciel del nome empie ogni via.

Distribuì agli estinti il proprio sito

Egli, ed il regno delle doppie spade,

Di retore e di loico usando il rito.

10  Presso al morir suonar feo le contrade

Pierie al suon di pastorali avene;

Ma il coglie Atropo, ahi cruda!, e l’opra cade.

Fiorenza ingrata un frutto amaro bene

Diègli a gustar, da quando al suo poeta

15  Dell’esilio patir fece le pene.

La pietosa Ravenna invece è lieta,

In sen del Duca suo Guido Novello,

D’avergli dato almen stanza quïeta.

Tredici volte cento, e unito a quello

20  D’anni vent’uno il novero volgea,

Quando Settembre, agl’idi, apria l’avello,

Che agli astri suoi redir l’alma ne fea.

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