Chapter 314 of 914

LXVIII L’Amante e Amico

LXVIII L’Amante e Amico

LXVIII L’Amante e Amico

Quand’eb[b]i inteso Amico che leale

Consiglio mi d[on]ava a su’ podere,

I’ sì·lli dissi: “Amico, il mi’ volere

Non fu unquanche d’esser disleale;

Né piaccia a Dio ch’i’ sia condotto a tale

Ch’i’ a le genti mostri benvolere

E servali del corpo e dell’avere,

Ch[ed] i’ pensas[s]e poi di far lor male.

Ma sòffera ch’i’ avante disfidi

E MalaBocca e tutta sua masnada,

Sì che neuno i·mme giamai si fidi;

Po’ penserò di metterli a la spada”.

Que’ mi rispuose: “Amico, mal ti guidi.

Cotesta sì nonn-è la dritta strada.

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