XCVIII - Dante, i’ ho preso l’abito di doglia
XCVIII - Dante, i’ ho preso l’abito di doglia
Altre rime d’amore e di corrispondenza
MESSER A DANTE
Dante, i’ ho preso l’abito di doglia
e innanzi altrui di lagrimar non curo,
ché ‘l vel tinto ch’i’ vidi e ‘l drappo scuro
4 d’ogni allegrezza e d’ogni ben mi spoglia;
e lo cor m’arde in disiosa voglia
di pur doler mentre ‘n vita duro,
fatto di quel che dotta ogn’uom sicuro,
8 sol che ciascun dolore in me s’accoglia.
Dolente vo, pascendomi sospiri,
quanto posso inforzando ‘l mio lamento
11 per quella che si duol ne’ miei desiri.
E però, se tu sai novo tormento,
mandalo al disioso dei martiri,
14 che fie albergato di coral talento.
