Chapter 509 of 914

XXVIII - Avvegna ched el m’aggia più per tempo

XXVIII - Avvegna ched el m’aggia più per tempo

XXVIII - Avvegna ched el m’aggia più per tempo

Rime della Vita Nuova

 A DANTE PER CONSOLARLO DELLA MORTE DI BEATRICE

 

Avvegna ched el m’aggia più per tempo

per voi richesto Pietate e Amore

per confortar la vostra grave vita,

non è ancor sì trapassato il tempo

5  che ‘l mio sermon non trovi il vostro core

 

piangendo star con l’anima smarrita,

fra sé dicendo: “Già sete in ciel gita,

beata gioia, com chiamava il nome!

Lasso me! quando e come

10  veder vi potrò io visibilmente?”;

 

sì ch’ancora a presente

vi posso fare di conforto aita.

Donque m’odite, poi ch’io parlo a posta

d’Amor, a li sospir ponendo sosta.

15  Noi provamo che in questo cieco mondo

 

ciascun si vive in angosciosa noia,

ché in onne avversità ventura ‘l tira.

Beata l’alma che lassa tal pondo

e va nel cielo ov’è compiuta gioia,

20  gioioso ‘l cor for di corrotto e d’ira!

 

Or donque di che ‘l vostro cor sospira,

che rallegrar si de’ del suo migliore?

Ché Dio, nostro signore,

volse di lei, com’avea l’angel detto,

25  fare il cielo perfetto.

 

Per nova cosa onne santo la mira,

ed ella sta davanti a la Salute

ed inver lei parla onne Vertute.

Di che vi stringe ‘l cor pianto ed angoscia,

30  che dovresti d’amor sopragioire,

 

ch’avete in ciel la mente e l’intelletto?

Li vostri spirti trapassar da poscia

per sua vertù nel ciel; tal è ‘l disire,

ch’Amor lassù li pinge per diletto.

35  O omo saggio, perché sì distretto

 

vi tien così l’affannoso pensero?

Per suo onor vi chero

ch’a l’egra mente prendiate conforto,

né aggiate più cor morto

40  né figura di morte in vostro aspetto:

 

perché Dio l’aggia locata fra i soi,

ella tuttora dimora con voi.

Conforto, già, conforto l’Amor chiama,

e Pietà priega “Per Dio, fate resto!”:

45  or inchinate a sì dolce preghera.

 

Spogliatevi di questa vesta grama,

da che voi sete per ragion richesto;

ché l’omo per dolor more e dispera.

Com voi vedresti poi la bella cera

50  se v’accogliesse morte in disperanza?

 

Di sì grave pesanza

traete il vostro core omai per Dio,

che non sia così rio

ver l’alma vostra, che ancora spera

55  vederla in cielo e star ne le sue braccia:

 

donque spene di confortar vi piaccia.

Mirate nel piacer dove dimora

la vostra donna ch’è ‘n ciel coronata;

ond’è la vostra spene in paradiso,

60  e tutta santa omai vostr’innamora,

 

contemplando nel ciel mente locata.

Lo core vostro per cui sta diviso,

che pinto tene ‘n sé beato viso?

Secondo ch’era qua giù meraviglia,

65  così là su somiglia,

 

e tanto più quant’è me’ conosciuta.

Come fu ricevuta

da gli angeli con dolce canto e riso,

gli spirti vostri rapportato l’hanno,

70  che spesse volte quel viaggio fanno.

 

Ella parla di voi con li beati,

e dice loro: “Mentre ched io fui

nel mondo, ricevei onor da lui,

laudando me nei suo’ detti laudati”.

75  E priega Dio, lo signor verace,

 

che vi conforti sì come vi piace.

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