Chapter 255 of 914

IX L’Amante e Ragione

IX L’Amante e Ragione

IX L’Amante e Ragione

Dogliendomi in pensando del villano

Che·ssì vilmente dal fior m’à ‘lungiato,

Ed i’ mi riguardai dal dritto lato,

E sì vidi Ragion col viso piano

Venir verso di me, e per la mano

Mi prese e disse: “Tu·sse’ sì smagrato!

I’ credo che·ttu à’ troppo pensato

A que’ che·tti farà gittar in vano,

Ciò è Amor, a cui dat’ài fidanza.

Ma·sse m’avessi avuto al tu’ consiglio,

Tu non saresti gito co·llui a danza:

Ché, sie certano, a cu’ e’ dà di piglio,

Egli ‘l tiene in tormento e malenanza,

Sì che su’ viso nonn-è mai vermiglio”.

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