Chapter 631 of 914

XXXII

XXXII

XXXII

Poi che detta fue questa canzone, sì venne a me uno, lo quale, secondo li gradi de l’amistade, è amico a me immediatamente dopo lo primo; e questi fue tanto distretto di sanguinitade con questa gloriosa, che nullo più presso l’era.

E poi che fue meco a ragionare, mi pregoe ch’io li dovessi dire alcuna cosa per una donna che s’era morta; e simulava sue parole, acciò che paresse che dicesse d’un’altra, la quale morta era certamente: onde io, accorgendomi che questi dicea solamente per questa benedetta, sì li dissi di fare ciò che mi domandava lo suo prego.

Onde poi, pensando a ciò, propuosi di fare uno sonetto, nel quale mi lamentasse alquanto, e di darlo a questo mio amico, acciò che paresse che per lui l’avessi fatto; e dissi allora questo sonetto, che comincia: Venite a intender li sospiri miei.

Lo quale ha due parti: ne la prima chiamo li fedeli d’Amore che mi intendano; ne la seconda narro de la mia misera condizione. La seconda comincia quivi: li quai disconsolati.



Venite a intender li sospiri miei,

oi cor gentili, ché pietà ‘l disia:

li quai disconsolati vanno via,

e s’e’ non fosser, di dolor morrei; 4

però che gli occhi mi sarebber rei,

molte fiate più ch’io non vorria,

lasso!, di pianger sì la donna mia,

che sfogasser lo cor, piangendo lei. 8

Voi udirete lor chiamar sovente

la mia donna gentil, che si n’è gita

al secol degno de la sua vertute; 11

e dispregiar talora questa vita

in persona de l’anima dolente

abbandonata de la sua salute. 14

↑ Back to top

↑