Chapter 607 of 914

VII

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La donna co la quale io avea tanto tempo celata la mia volontade, convenne che si partisse de la sopradetta cittade e andasse in paese molto lontano; per che io, quasi sbigottito de la bella difesa che m’era venuta meno, assai me ne disconfortai, più che io medesimo non avrei creduto dinanzi.

E pensando che se de la sua partita io non parlasse alquanto dolorosamente, le persone sarebbero accorte più tosto de lo mio nascondere, propuosi di farne alcuna lamentanza in uno sonetto; lo quale io scriverò, acciò che la mia donna fue immediata cagione di certe parole che ne lo sonetto sono, sì come appare a chi lo intende. E allora dissi questo sonetto, che comincia: O voi che per la via.



O voi che per la via d’Amor passate,

attendete e guardate

s’elli è dolore alcun, quanto ‘l mio, grave;

e prego sol ch’audir mi sofferiate,

e poi imaginate 5

s’io son d’ogni tormento ostale e chiave.

Amor, non già per mia poca bontate,

ma per sua nobiltate,

mi pose in vita sì dolce e soave,

ch’io mi sentia dir dietro spesse fiate: 10

“Deo, per qual dignitate

così leggiadro questi lo core have?”.

Or ho perduta tutta mia baldanza

che si movea d’amoroso tesoro;

ond’io pover dimoro, 15

in guisa che di dir mi ven dottanza.

Sì che volendo far come coloro

che per vergogna celan lor mancanza,

di fuor mostro allegranza,

e dentro da lo core struggo e ploro. 20

Questo sonetto ha due parti principali; che ne la prima intendo chiamare li fedeli d’Amore per quelle parole di Geremia profeta che dicono: “O vos omnes qui transitis per viam, attendite et videte si est dolor sicut dolor meus”, e pregare che mi sofferino d’audire; ne la seconda narro là ove Amore m’avea posto, con altro intendimento che l’estreme parti del sonetto non mostrano, e dico che io hoe ciò perduto. La seconda parte comincia quivi: Amor, non già.

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