Chapter 568 of 914

LXXXVII - - I’ mi son pargoletta bella e nova

LXXXVII - - I’ mi son pargoletta bella e nova

LXXXVII - - I’ mi son pargoletta bella e nova

Altre rime d’amore e di corrispondenza

 

- I’ mi son pargoletta bella e nova,

che son venuta per mostrare altrui

de le bellezze del loco ond’io fui.

I’ fui del cielo, e tornerovvi ancora

5  per dar de la mia luce altrui diletto;

 

e chi mi vede e non se ne innamora

d’amor non averà mai intelletto,

ché non mi fu in piacer alcun disdetto

quando natura mi chiese a colui

10  che volle, donne, accompagnarmi a vui.

 

Ciascuna stella ne li occhi mi piove

del lume suo e de la sua vertute;

le mie bellezze sono al mondo nove,

però che di là su mi son venute:

15  le quai non posson esser canosciute

 

se non da canoscenza d’omo in cui

Amor si metta per piacer altrui. -

Queste parole si leggon nel viso

d’un’angioletta che ci è apparita:

20  e io che per veder lei mirai fiso,

 

ne sono a rischio di perder la vita;

però ch’io ricevetti tal ferita

da un ch’io vidi dentro a li occhi sui,

ch’i’ vo’ piangendo e non m’acchetai pui.

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