Chapter 437 of 914

CXCII La Vec[c]hia

CXCII La Vec[c]hia

CXCII La Vec[c]hia

“Al ben guardar fallì’, lassa dolente,

Ché·cciò c[h]’all’un togliea, a l’altro donava:

Come ‘l danaio venia, così n’andava;

Non facea forza d’aver rimanente.

I’ era di ciascun molto prendente,

E tutto quanto a un ribaldo il dava,

Che puttana comune mi chiamava

E mi battea la schiena ben sovente.

Questi era que’ che più mi piacea,

E gli altri “amici dolci” i’ apellava,

Ma solamente a costui ben volea,

Che mol[to] tosto s’apacificava

Comeco, sì battuta no·m’avea,

Ché troppo dolzemente mi scuf[f]iava.

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