Chapter 501 of 914

XX - Donna pietosa e di novella etate

XX - Donna pietosa e di novella etate

XX - Donna pietosa e di novella etate

Rime della Vita Nuova

 

Donna pietosa e di novella etate,

adorna assai di gentilezze umane,

ch’era là ‘v’io chiamava spesso Morte,

veggendo li occhi miei pien di pietate,

5  e ascoltando le parole vane,

 

si mosse con paura a pianger forte.

E altre donne, che si fuoro accorte

di me per quella che meco piangia,

fecer lei partir via,

10  e appressarsi per farmi sentire.

 

Qual dicea: “Non dormire”,

e qual dicea: “Perché sì ti sconforte?”

Allor lassai la nova fantasia,

chiamando il nome de la donna mia.

15  Era la voce mia sì dolorosa

 

e rotta sì da l’angoscia del pianto,

ch’io solo intesi il nome nel mio core;

e con tutta la vista vergognosa

ch’era nel viso mio giunta cotanto,

20  mi fece verso lor volgere Amore.

 

Elli era tale a veder mio colore,

che facea ragionar di morte altrui:

“Deh, consoliam costui”

pregava l’una l’altra umilemente;

25  e dicevan sovente:

 

“Che vedestù, che tu non hai valore?”

E quando un poco confortato fui,

io dissi: “Donne, dicerollo a vui.

Mentr’io pensava la mia frale vita,

30  e vedea ‘l suo durar com’è leggiero,

 

piansemi Amor nel core, ove dimora;

per che l’anima mia fu sì smarrita,

che sospirando dicea nel pensero:

- Ben converrà che la mia donna mora -.

35  Io presi tanto smarrimento allora,

 

ch’io chiusi li occhi vilmente gravati,

e furon sì smagati

li spirti miei, che ciascun giva errando;

e poscia imaginando,

40  di caunoscenza e di verità fora,

 

visi di donne m’apparver crucciati,

che mi dicean pur: - Morra’ti, morra’ti -.

Poi vidi cose dubitose molte,

nel vano imaginare ov’io entrai;

45  ed esser mi parea non so in qual loco,

 

e veder donne andar per via disciolte,

qual lagrimando, e qual traendo guai,

che di tristizia saettavan foco.

Poi mi parve vedere a poco a poco

50  turbar lo sole e apparir la stella,

 

e pianger elli ed ella;

cader li augelli volando per l’are,

e la terra tremare;

ed omo apparve scolorito e fioco,

55  dicendomi: - Che fai? non sai novella?

 

Morta è la donna tua, ch’era sì bella -.

Levava li occhi miei bagnati in pianti,

e vedea, che parean pioggia di manna,

li angeli che tornavan suso in cielo,

60  e una nuvoletta avean davanti,

 

dopo la qual gridavan tutti: “Osanna”;

e s’altro avesser detto, a voi dire’lo.

Allor diceva Amor: - Più nol ti celo;

vieni a veder nostra donna che giace -.

65  Lo imaginar fallace

 

mi condusse a veder madonna morta;

e quand’io l’avea scorta,

vedea che donne la covrian d’un velo;

ed avea seco umiltà verace,

70  che parea che dicesse: - Io sono in pace -.

 

Io divenia nel dolor sì umile,

veggendo in lei tanta umiltà formata,

ch’io dicea: - Morte, assai dolce ti tegno;

tu dei omai esser cosa gentile,

75  poi che tu se’ ne la mia donna stata,

 

e dei aver pietate e non disdegno.

Vedi che sì desideroso vegno

d’esser de’ tuoi, ch’io ti somiglio in fede.

Vieni, ché ‘l cor te chiede -.

80  Poi mi partia, consumato ogne duolo;

 

e quand’io era solo,

dicea, guardando verso l’alto regno:

- Beato, anima bella, chi te vede! -

Voi mi chiamaste allor, vostra merzede”.

 

[Vita Nuova XXIII 17-28]

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