Chapter 390 of 914

CXLIV Bellacoglienza e la Vec[c]hia

CXLIV Bellacoglienza e la Vec[c]hia

CXLIV Bellacoglienza e la Vec[c]hia

Al[l]or Bellacoglienza più non tarda:

Immantenente lo spec[c]hi’ eb[b]e i·mmano,

Sì vide il viso suo umile e piano;

Per molte volte nello spec[c]hio guarda.

La Vec[c]hia, che·ll’avea presa en sua guarda,

Le giura e dice: “Per lo Dio sovrano,

Ch’unquanche Isotta, l’amica Tristano,

[...............................-arda]

Come tu·sse’, figl[i]uola mia gentile.

Or convien che·ttu ab[b]ie il mi’ consiglio,

Che cader non potessi in luogo vile.

Se non sai guari, no·mmi maraviglio,

Ché giovan uon non puot’esser sottile,

Chéd i’, quanto più vivo, più asottiglio

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