Chapter 883 of 914

Capitolo VII.

Capitolo VII.

Capitolo VII.

Confuta che ·llo incenso et l’oro che ·ffu portato da’ Magia Cristo non fighura nel pastore la signioria delle cose tenporali et spirituali.

Costoro pigliano ancora dalla lettera di Matheo l’oferta de’ Magi, dicendo Cristo avere ricevuto insieme incenso et horo a significhatione che ·llui era signiore et governatore delle cose spirituali et tenporali; di qui inferiscono che ‘l vicario di Cristo è signiore et governatore delle cose medesime, et conseguentemente ha in tutte e due autorità. Rispondendo a questo, confesso la lettera e ‘l senso di Matteo, ma in tutto niegho quello che di qui si sforzano d’inferire. Costoro così argomentano: ‘Iddio è signiore delle cose tenporali et ispirituali; et il pontefice è vichario di Dio: adunque egli è signiore di queste due cose’. L’una et l’altra propositione è vera, ma il mezo è variato, et arguiscesi in quatro termini, nelli quali la figura dello argumento non si salva, come mostra Aristotile nello libro dello argumentare senplicemente. Inperò che altro è ‘Iddio’, il quale si piglia per subgietto nella magiore, et altro nella minore ‘vicario’. E ·cchi ·ss’opponesse dicendo che vichario è equivalente, sarebbe oppositione innutile, perché nessuno vichario divino ho humano può essere equivalente alla autorità principale: e questo facilmente si manifesta. Inperò che noi sappiamo che ‘l sucessore di Piero non è equale alla autorità divina, almeno nelle operationi della natura: inperò ch’elli non potrebbe fare la terra salire insù et il fuoco ingiù discendere per lo huficio a ·llui commesso. Et ancora non si possono tutte le cose a ·llui commettere da Dio, inperò che Iddio in nessuno modo potrebbe commettere la potenza del creare et battizare; et questo manifestamente si pruova, benché ‘l Maestro delle Sententie nel quarto dicesse el contrario. Ancora sappiamo che ‘l vicario dello huomo non è equivalente a ·llui, in quanto a questo che è vichario, inperò che nessuno può dare quello che non è suo. L’autorità principale non è del prencipe se none a uso, perché nessuno prencipe può autorità a ·ssé medesimo dare; ma può bene ricevere et lascare, ma non può altri creare, perché la criatione del principe dal principe non dipende. Et s’è così, è manifesto che nessuno principe può sostituire vicario a ·ssé in tutto equivalente; per la quale cosa la detta oppositione non ha eficacia alcuna.

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