Chapter 561 of 914

LXXX - Voi che savete ragionar d’Amore

LXXX - Voi che savete ragionar d’Amore

LXXX - Voi che savete ragionar d’Amore

Rime allegoriche e dottrinali

 

Voi che savete ragionar d’Amore,

udite la ballata mia pietosa,

che parla d’una donna disdegnosa,

la qual m’ha tolto il cor per suo valore.

5  Tanto disdegna qualunque la mira,

 

che fa chinare gli occhi di paura,

però che intorno a’ suoi sempre si gira

d’ogni crudelitate una pintura;

ma dentro portan la dolze figura

10  ch’a l’anima gentil fa dir: “Merzede!”,

 

sì vertuosa, che quando si vede,

trae li sospiri altrui fora del core.

Par ch’ella dica: “Io non sarò umile

verso d’alcun che ne li occhi mi guardi,

15  ch’io ci porto entro quel segnor gentile

 

che m’ha fatto sentir de li suoi dardi”.

E certo i’ credo che così li guardi

per vederli per sé quando le piace,

a quella guisa retta donna face

20  quando si mira per volere onore.

 

Io non ispero che mai per pietate

degnasse di guardare un poco altrui,

così è fera donna in sua bieltate

questa che sente Amor negli occhi sui.

25  Ma quanto vuol nasconda e guardi lui,

 

ch’io non veggia talor tanta salute;

però che i miei disiri avran vertute

contra ‘l disdegno che mi dà tremore.

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