LXXX - Voi che savete ragionar d’Amore
LXXX - Voi che savete ragionar d’Amore
Rime allegoriche e dottrinali
Voi che savete ragionar d’Amore,
udite la ballata mia pietosa,
che parla d’una donna disdegnosa,
la qual m’ha tolto il cor per suo valore.
5 Tanto disdegna qualunque la mira,
che fa chinare gli occhi di paura,
però che intorno a’ suoi sempre si gira
d’ogni crudelitate una pintura;
ma dentro portan la dolze figura
10 ch’a l’anima gentil fa dir: “Merzede!”,
sì vertuosa, che quando si vede,
trae li sospiri altrui fora del core.
Par ch’ella dica: “Io non sarò umile
verso d’alcun che ne li occhi mi guardi,
15 ch’io ci porto entro quel segnor gentile
che m’ha fatto sentir de li suoi dardi”.
E certo i’ credo che così li guardi
per vederli per sé quando le piace,
a quella guisa retta donna face
20 quando si mira per volere onore.
Io non ispero che mai per pietate
degnasse di guardare un poco altrui,
così è fera donna in sua bieltate
questa che sente Amor negli occhi sui.
25 Ma quanto vuol nasconda e guardi lui,
ch’io non veggia talor tanta salute;
però che i miei disiri avran vertute
contra ‘l disdegno che mi dà tremore.
